PPG STRESS FLOW: COS’È E A COSA SERVE L’ANALISI DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

PPG Stress Flow Biotekna per analisi sistema nervoso autonomo

Il PPG Stress Flow è un test non invasivo e molto rapido da eseguire che permette di valutare la funzionalità del sistema nervoso autonomo, responsabile della regolazione del metabolismo, nella sue due componenti: ortosimpatica (altrimenti detta simpatica) eparasimpatica.

Il dott. Leonardo Mometti si serve del PPG Stress Flow per valutare lo stato di disregolazione del sistema nervoso parasimpatico in pazienti affetti da cosiddetti “sintomi vaghi e aspecifici”. In tali soggetti un aumento della frequenza cardiaca ed una diminuzione della sua variabilità sono collegati a una lunga durata dello stress.

Tutti gli organismi devono mantenere un corretto equilibrio tra il loro sistema in omeostasi (equilibrio dinamico fisico e psichico) e le molteplici situazioni negative che accadono tra esterno ed interno, chiamate genericamente “stress”. Quando le situazioni negative prendono il sopravvento si dice che un individuo è stressato.

sintomi dello stress sono molteplici e includono, tra gli altri:

  • stanchezza o spossatezza
  • disturbi del sonno (insonnia o risveglio mattutino difficoltoso)
  • gonfiore addominale
  • colon irritabile
  • dolori muscolari
  • mal di testa
  • ansia
  • depressione
  • attacchi di panico
  • estremità (mani e piedi) fredde

La risposta dell’organismo allo stress è complessa.

Il nostro organismo mette in atto automaticamente delle risposte difensive di tipo neuroendocrino e riesce solo fino a un certo punto ad adattarsi alle situazioni stressanti.
Quando però si va oltre un certo punto, l’adattamento risulta impossibile e l’asse dello stress hpa (cortisolo) risponde con importanti cambiamenti della composizione corporea, che si manifestano attraverso una sintomatologia “vaga e aspecifica”, che non trova riscontro in una chiara e definita patologia.

Col passare del tempo – circa 6 mesi – questi sintomi vaghi diventano dei veri e propri stressors.

Studi di neuroimaging hanno permesso di evidenziare che l’emisfero destro del cervello è dominante e ha più controllo sulle emozioni rispetto all’emisfero sinistro, che invece risulta dominare l’area del linguaggio e del sociale.

Una forte attivazione dell’emisfero destro verso stimoli emotivi importanti può portare ad una riduzione dell’energia: lo stress cronico. Questo tipo di stress causa un’alterazione della risposta vagale antiinfiammatoria da parte dell’organismo, con la conseguenza diretta di far risultare molto basso il tono vagale.

Alla luce di tutte queste considerazioni si capisce come il PPG Stress Flow risulti molto importante per valutare le funzionalità metaboliche di un paziente e costituisca il primo test non invasivo al quale viene sottoposto dalla Dottoressa Forzati chi si rivolge allo Studio MedIn.

Come si esegue il PPG Stress Flow e perché è utile?

Il PPG Stress Flow è una metodica di analisi non invasiva e di rapida esecuzione, visto che il singolo test dura circa 5 minuti.

La Dottoressa Forzati posiziona due sensori sugli indici delle mani, in modo da misurare la variabilità della  frequenza cardiaca attraverso la pulsatilità delle terminazioni vascolari delle dita dei pazienti.

La variabilità della frequenza cardiaca è considerata essere sintomo di salute. Al contrario, quando la frequenza cardiaca rimane fissa, c’è da preoccuparsi ed approfondire le cause di questa stabilità.

Il PPG Stress Flow consente di rilevare le seguenti frequenze:

  1. High Frequency: rappresentano le dinamiche del sistema nervoso parasimpatico e di tutto l’asse colinergico
  2. Low Frequency: rappresentano l’attività del sistema nervoso ortosimpatico (o simpatico)
  3. Very Low Frequency: rappresentano tutte le retroazioni viscerali

Grazie a questo test non invasivo e assolutamente privo di effetti collaterali, il dr Mometti Leonardo può ricavare anche un ulteriore parametro: lo scatter, che rappresenta il battito cardiaco da 40 a 140 e costituisce la differenza tra il battito attuale con quello rilevato in un momento precedente.

L’obiettivo finale è quello di elaborare opportune strategie per recuperare il tono vagale, ovvero uno stato di calma e di relax associato ad un’elevata capacità rigenerativa dell’organismo, punto di partenza per garantire il benessere piscofisico del paziente.

L'attrezzatura è muniTA del BIO-FEED BACK  PER LA REGOLAZIONE EMOZIONALE